Parrocchia S.Lucia

Domenica II di Pasqua 2024

Domenica in albis: la Pasqua del Signore è la nostra Pasqua, il giorno di Pasqua è la Pasqua dei giorni. Oggi i neofiti (neonati) abbandonavano la veste bianca battesimale per vivere la ferialità dei giorni senza indossare più il segno esteriore della vita nuova, per farla apparire nella sua verità attraverso uno stile di vita rinnovato, alla luce della presenza del Signore risorto. Il Vangelo che la liturgia ci offre da secoli ci introduce in questa realtà della nostra fede.

I discepoli sono ancora bloccati dalla paura e dall’insicurezza, come indicano le porte chiuse. L’annuncio ricevuto da Maria di Magdala non è stato sufficiente a liberarli dal timore: occorre la presenza del Signore. E il Signore appare! Non passa attraverso i muri o la porta chiusa: non è una questione di movimento da un luogo fisico ad un altro. Il Risorto si manifesta, mostra concretamente la sua presenza, mostrando attraverso le ferite di essere la medesima persona che è stata crocifissa. Inoltre, i segni della passione affermano un’altra realtà: la permanenza dell’amore di Gesù verso l’umanità. Avendo amati i suoi, li amò sino alla fine… quel compimento vissuto da Gesù sulla croce non passa, ma resta per sempre, sigillato nel corpo glorioso di Colui che è vivo per sempre. E che consegna ai discepoli i suoi doni: la pace, lo shalôm pienezza di vita nell’interezza delle relazioni; la missione nello stile di Gesù; lo Spirito che li traforma come fosse una nuova creazione; la grazia della riconciliazione. Così, nella grazia dello Spirito, si forma già la comunità dei discepoli del Risorto, la sera del giorno di Pasqua: inizia a costituirsi il mistero della Chiesa, che l’evangelista Luca racconterà nella sua esplosione dopo 50 giorni, alla festa di Pentecoste. Questa Chiesa  è una realtà umana rinnovata dalla forza dello Spirito: «Gesù crea uno spazio umano dove al posto dell’ingiustizia regna l’amore vicendevole; è la comunità alternativa che permette agli uomini di uscire dal sistema che li porta a commettere l’ingiustizia». E dobbiamo fermarci per una riflessione seria: quanta distanza esiste fra la vita della nostra comunità parrocchiale e il progetto di Cristo?

In secondo luogo, c’è sempre il rischio di un fraintendimento. La narrazione prosegue presentando Tommaso, colui che era assente la prima sera, ma che è presente adesso «in mezzo ai suoi, di Gesù». Le porte chiuse non indicano più paura, ma la separazione tra lo stile di vita dei discepoli e quello del mondo. Tommaso potrebbe credere fin d’ora, perché ha ricevuto l’annuncio da coloro che ormai vivono nell’amore reciproco. Ma non gli basta, perché ricerca una prova fisica. E Gesù appare, disposto a concedergliela. E Tommaso crede con tanta profondità quanto era il suo dubbio. Esprime un’adesione totale al contenuto della professione di fede: «Mio Signore»: è l’appellativo che Gesù si era dato dopo la lavanda dei piedi. «Mio Dio»: è la prima volta che compare dopo il prologo. Eppure il suo percorso non è la strada corretta, perché la beatitudine piena è riservata per coloro che credono senza aver visto fisicamente. E siamo noi.

La fede in Gesù vivo e risorto consiste nel riconoscere la sua presenza in mezza alla comunità dei credenti. Questo è il luogo «naturale» in cui Cristo si manifesta e dal quale irradia il suo amore. Non dobbiamo ricercare reliquie del passato, ma aprire gli occhi nel presente.

L’apparizione di Gesù ai discepoli è in stretta relazione con la celebrazione dell’eucaristia. La comunità si mostra distinta dal mondo. Nella memoria del suo sacrificio rinnoviamo l’esperienza comunitaria del suo amore. È come se vivessimo un esodo dalla prigionia d’Egitto alla terra promessa. La prigionia in Egitto è l’ingiustizia radicale vissuta nel mondo e dal mondo. La terra promessa siamo noi, dovremmo esserlo: comunità alternativa alla logica del mondo, chiamati ad offrire testimonianza dell’amore del Padre attraverso azioni quotidiane che liberino l’umanità dall’ingiustizia per vivere nelle relazioni secondo il Regno di Dio.

Ecco che la Pasqua del Signore diventa la nostra Pasqua, il giorno di Pasqua si prolunga nella Pasqua dei giorni.

Condividi il post sui social

Iscriviti alla newsletter

Perchè iscriverti alla newsletter

Contatta la parrocchia per informazioni

Per qualsiasi informazione che non trovi sul sito puoi contattare la segreteria parrocchiale o direttamente il parroco.

Learn how we helped 100 top brands gain success